Incidenza dei disturbi respiratori del sonno

I disturbi respiratori del sonno ed in particolare la Sindrome delle apnee ostruttive del Sonno (OSAS) costituiscono un problema frequente e di rilevanza crescente sia per le possibili conseguenze legate alla sonnolenza diurna (incidenti lavorativi o stradali) sia per le conseguenze cardiovascolari e neurologiche.

NEGLI ADULTI
Dalle pubblicazioni emerse nella letteratura internazionale è possibile sintetizzare alcuni importanti dati epidemiologici rappresentati da:
1) Nei soggetti fra 30 e 65 anni con Body Mass Index (Indice di Massa Corporea) fra 26 e 28 una percentuale oscillante fra 3% e 28% presenta più di 5 apnee per ora di sonno, mentre fra 1% e 15% manifestano più di 15 apnee per ora di sonno;
2) Gli uomini presentano un numero patologico di apnee nel sonno in una percentuale doppia o tripla rispetto alle donne;
il rischio nelle donne aumenta dopo la menopausa e nell'ultimo trimestre di gravidanza;
3) La presenza di sintomi diurni e di apnee nel sonno, nei soggetti normopeso fra 30 e 65 anni è del 4% negli uomini e del 2% nelle donne;
4) Nei soggetti obesi con BMI >30 la prevalenza del disturbo oscilla intorno al 40%;
5) Negli anziani con più di 65 anni, il 70% degli uomini ed il 58% delle donne In questa fascia di età presentano più di 10 apnee per ora di sonno.

NEI BAMBINI
Il russamento è un fenomeno benigno, autolimitantesi nel tempo, anche se può essere il sintomo sentinella di UARS o OSAS e certamente in questo caso non può più essere definito "primario" ma entra a far parte del corteo sintomatologico di queste sindromi e deve essere pertanto definito patologico.
È presente nel 7-9% dei bambini di età compresa fra 6 e 13 anni, in egual percentuale nei due sessi, tende a ridursi col passare degli anni.
La Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS), invece, è associata a vari sintomi notturni come russamento, sonno irregolare e agitato, movimenti paradossi toraco-addominali, episodi di cianosi e di dispnea che, nelle forme conclamate della malattia, possono esitare in vere e proprie crisi di apnea, con riduzione della saturazione dell'ossiemoglobina e/o presenza di ipercapnia.
Spesso al risveglio, i pazienti presentano facile irritabilità, sono disorientati o confusi, hanno secchezza delle fauci e talora cefalea.
La prevalenza della malattia si assume sia pari al 2% tra i quattro e i cinque anni di vita. Il picco di incidenza si osserva tra i tre e i sei anni e coincide con l'età di massimo sviluppo del tessuto linfatico adenotonsillare. Non sono state riscontrate sostanziali differenze nell'incidenza tra i due sessi.

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