Seguici su:
Interventi di Chirurgia Traumatologica

Fracasso Facciale

Durata: Minimo 2 ore
Riposo: 30/60 Giorni

Cos’è il Fracasso Facciale?

Viene definito Fracasso facciale la frattura contemporanea della maggior parte delle ossa del volto. Generalmente, un fracasso facciale è il risultato di eventi traumatici del volto estremamente violenti come incidenti stradali d’auto, moto o in bicicletta (caso emblematico e di attualità è il caso Zanardi), traumi da arma da fuoco, violente colluttazioni.

La diagnosi di un fracasso facciale si effettua tramite Tc tradizionale del massiccio facciale e della mandibola (meglio se TC Cone Beam). Allo stesso tempo la palpazione delle strutture scheletriche interessate dalle fratture permette di apprezzare una motilità preternaturale delle ossa del volto fratturate ed un’alterazione dei fisiologici rapporti.

La TC Cone Beam è un moderno metodo diagnostico che consente di riprodurre sezioni tomografiche e di generare immagini tridimensionali del cranio con l’utilizzo di radiazioni molto più basse di una TC tradizionale.

Intervento di Fracasso Facciale

Un intervento di riduzione e contenzione del fracasso facciale è un evento complesso e molto invasivo quindi è sempre effettuato in sala operatoria ed in anestesia generale. Lo scopo dell’intervento è chiaramente quello di ricomporre le fratture e di riportare e bloccare le ossa del viso nella loro posizione originale.

Nei casi di fracasso facciale, oltre al chirurgo maxillo-facciale, si fa riferimento anche alle competenze del neurochirurgo in quanto, spesso, vi è l’interessamento di componenti celebrali e neurologiche che possono risultare lese o danneggiate.

L’intervento di riduzione di fracasso facciale comincia con la realizzazione di opportune incisioni al volto ed al cranio ed allo scollamento dei tessuti e delle parti molli. Queste vanno da piccole incisioni eseguite a livello cutaneo nelle sedi delle fratture, sino a scollamenti più ampi di tutta la regione frontale del volto praticando una incisione da orecchio ad orecchio.

Successivamente vengono esposte le fratture e preparate alla riduzione.

A questo punto, sulla base della situazione anatomica dei mascellari, il chirurgo può decidere di effettuare una prima occlusione con ferulaggio per stabilizzare inizialmente il mascellare superiore e la mandibola per poi proseguire nelle ulteriori riduzioni verso la parte alta del cranio.

Occlusione con Frenulaggio
Riduzione fracasso dal basso verso l'alto

Altresì quando sono presenti fratture multiple e scomposte ai mascellari, si preferisce agire inversamente e al “bloccaggio” della parte superiore del cranio per poi procedere verso la regione orbitaria, zigomatica e mascellare.

Riduzione fracasso dall'alto verso il basso

Per la stabilizzazione delle linee di frattura vengono utilizzate, come per gli altri interventi di chirurgia maxillo-facciale, placche e viti in titanio dallo spessore variabile da 1,00 mm a 2,7 mm.

placche e viti di fissaggio

L’intervento procede e si conclude con il riposizionamento delle parti molli e la sutura delle incisioni con fili chirurgici riassorbibili (che non necessitano di esportazione) e non riassorbibili.

La buona riuscita, anche estetica, di un intervento cosi invasivo come quello di fracasso facciale, è direttamente riconducibile alla bravura ed all’esperienza in traumatologia del chirurgo maxillo-facciale. Inoltre, la possibile alterazione del volto del paziente potrebbe provocare, serie ripercussioni psicologiche e/o crisi d’identità e, per tale motivo, può essere importante anche un supporto psicologico nel periodo post operatorio.

Degenza e Post-Intervento

Il periodo di degenza per un intervento di riduzione di fracasso facciale non è immediatamente stimabile in quanto molto variabile da soggetto a soggetto ed in stretta relazione alle condizioni generali del paziente nell’immediato post intervento.

Il decorso post-operatorio può durare dai 30 ai 60 giorni o più.

Nell’immediato post operatorio è possibile la comparsa di difficoltà nel deglutire e nel parlare; difficoltà che scomparirà nelle prime ore successive l’intervento.

Le prime settimane invece sono caratterizzate da gonfiori al viso, in alcuni casi ematomi e tumefazioni.

Grazie alle terapie analgesiche prescritte, la sintomatologia dolorosa è comunque molto ridotta mentre il gonfiore e gli ematomi tenderanno ad assorbirsi gradualmente per scomparire poi definitivamente in circa 60 giorni.

Nel corso dei primi 2 mesi il paziente è tenuto ad osservare tutte le indicazioni per quanto concerne igiene orale ed alimentazione.

Generalmente il paziente è tenuto ad evitare cibi duri e/o croccanti in modo da non sollecitare gli apparati ossei (soprattutto il mascellare e la mandibola) ed a seguire una dieta “liquida” nei primi giorni e “morbida” nei 2 mesi successivi.

A queste linee guida generali si aggiungono altri suggerimenti utili per accelerare i tempi di recupero e per contribuire al riassorbimento dell’edema ed alla saldatura delle ossa.

Compila il modulo e sarai ricontattato.

    Compila il modulo e sarai ricontattato.

      Prenota subito una visita online

      Prenotare un appuntamento con il Dott. Fabio Filiaci, in maniera semplice e veloce.